Cass. Civ., ord. 30 dicembre 2021 n. 41960: i criteri di ripartizione della pensione di reversibilità tra il coniuge divorziato e il coniuge superstite

Cass. Civ., ord. 30 dicembre 2021 n. 41960: i criteri di ripartizione della pensione di reversibilità tra il coniuge divorziato e il coniuge superstite

Con l’ordinanza n. 41960/2021, pubblicata lo scorso 30 dicembre, la Corte di Cassazione affronta il tema dei criteri di ripartizione della pensione di reversibilità tra l’ex coniuge (divorziato) e il coniuge superstite, qualora aventi entrambi i requisiti per l’ottenimento della quota stabilita ex lege.

Nel caso in oggetto, il Tribunale di primo grado (Caltanissetta) aveva determinato il diritto dell’ex moglie alla quota del 40% del trattamento pensionistico di reversibilità determinato in esito alla morte dell’ex marito. La Corte d’appello, parzialmente riformando la sentenza di primo grado, aveva invece rideterminato la quota nella misura del 25%, attribuendo la misura del 75% alla coniuge superstite.

La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso proposto dall’ex moglie, ha sottolineato l’importanza, nella valutazione della quota di reversibilità da assegnare, della vita comune prematrimoniale, «dovendosi riconoscere alla convivenza “more uxorio” un autonomo valore giuridico, ove il coniuge interessato provi stabilità ed effettività della comunione di vita prematrimoniale».

Ha infatti evidenziato che, sulla base delle deduzioni delle parti e della documentazione acquisita in primo grado, il matrimonio dell’ex moglie aveva avuto una durata di circa nove anni e mezzo, mentre il rapporto di convivenza, prima more uxorio e poi coniugale, tra la coniuge superstite e il marito aveva avuto una durata di circa ventiquattro anni, dalla nascita della figlia alla data del decesso del coniuge.

Tale elemento, unitamente all’entità dell’assegno riconosciuto all’ex coniuge e alla valutazione sulle condizioni economiche delle due aventi diritto, ha giustificato per la Corte la rideterminazione delle quote da assegnare.